In questo articolo riportiamo la sintesi degli atti in video della conferenza regionale amianto che si è svolta in Lombardia a Palazzo Pirelli nel 2015. Durante la conferenza si è fatto il punto sulla situazione amianto in Lombardia. La conferenza è stata patrocinata dal Consiglio Regionale Lombardo.
Nella Sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia nel 2016 si è svolta la seconda conferenza. Si è consumata l’ennesima plastica rappresentazione della incapacità delle Pubbliche Istituzioni di far fronte, in modo serio, ai problemi dei cittadini e in particolare a quello dell’amianto che dilania la Regione Lombardia. Priva di idonee misure di prevenzione, cura e sostegno alle numerose vittime e ai loro familiari e l’ennesimo dramma della assoluzione, in parte per prescrizione (disastro ambientale), e in parte perché “il fatto non sussiste” (omicidio colposo), di alcuni degli imputati del processo Fibronit.
Sono circa 2.000 le morti per amianto in Lombardia che l’Osservatorio nazionale amianto (Ona) ha stimato per il 2014. Per l’Ona la cifra è “coerente con quello che risulta per il 2012 dal registro regionale mesoteliomi della Lombardia, dove sono annotati 442 casi solo nel 2013”, inoltre “se si stima che un deceduto per tumore polmonare sono il doppio rispetto ai casi di mesotelioma, si arriva già a 900 decessi che sommati ai circa 500 per mesotelioma, ci porta ad un totale di circa 1350 decessi per queste sole due patologie, a cui vanno aggiunti coloro che sono deceduti per via delle altre patologie”.
Conferenza regionale amianto del 2015
All’incontro sono intervenuti il presidente dell’Osservatorio, Ezio Bonanni, i consiglieri regionali del M5S Iolanda Nanni e Paola Macchi, il magistrato di Milano Maurizio Ascione e altri esperti. Di particolare rilievo per la Lombardia è il caso della ex Fibronit di Broni (Pavia). “Nell’ultima legge di stabilità è previsto un finanziamento di 25 milioni di euro per Casale Monferrato e di 20 per Bagnoli ed è una misura del tutto insufficiente proprio perché non tiene conto di Broni “, ha spiegato Bonanni, il quale ha ricordato che per il registro nazionale dei mesoteliomi questa è una delle città “in cui vi è la più alta incidenza di casi di mesoteliomi in proporzione alla popolazione”.
“L’Ona ritiene che il problema amianto non possa più essere affrontato solo con misure giudiziarie e previdenziali – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni -, perché non restituiscono la salute e non riportano in vita i deceduti e non impediscono l’insorgere di nuovi casi. L’epidemia è in corso è destinata ad aggravarsi nei prossimi anni, a causa della presenza di amianto in circa 40000 siti e in un milione di micro-siti, con quaranta milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui solo il 2% è stato trattato. Così proseguendo vi continueranno ad essere nuovi casi e nuove esposizioni perché ci si può ammalare fino a quarant’anni dopo la prima esposizione.
La bonifica amianto: risoluzione al problema
È necessaria la bonifica, attraverso progetti di sviluppo territoriali dai cui trarre le risorse economiche necessarie, unitamente all’utilizzo della leva fiscale e dei fondi strutturali europei. Non debbono essere trascurati gli aspetti internazionali nella risoluzione del problema, anche perché come dimostrato dall’Associazione, l’Italia ha continuato l’importazione di amianto anche dopo l’entrata in vigore della L. 257/92, che la proibiva. L’Ona porterà questa documentazione all’attenzione dell’Autorità giudiziaria, dopo averla già consegnata alla commissione Lavoro del Senato”.
Conferenza regionale amianto del 2016
La conferenza che si è tenuta nel 2016 nella Sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia. L’Avv. Ezio Bonanni ha commentato la sentenza di proscioglimento di alcuni degli imputati FIBRONIT da parte della Corte di Appello di Milano e ha annunciato battaglia.
Era presente una nutrita rappresentanza di giornalisti, esponenti del mondo accademico e giudiziario e di vittime e loro familiari, che si sono aggiunti agli esponenti del mondo politico, del tutto incapaci di assumere una efficace iniziativa per ristabilire la giustizia, la legalità, la salubrità dell’ambiente e la salute per i cittadini e i lavoratori.
Commento alla sentenza FIBRONIT e alla prescrizione di reato
“Sono sconcertato, l’assoluzione dei due imputati nel processo Fibronit di Broni ci lascia profondamente amareggiati. La sentenza emessa dalla V Sezione della Corte d’Appello di Milano ha stabilito la prescrizione del reato di disastro ambientale: ciò significa che il reato c’era. I termini della prescrizione sono scaduti perché le indagini preliminari sono durate circa dieci anni, una cosa inammissibile”.
Con queste parole l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato la sentenza del processo Fibronit, nel corso del convegno che si è svolto nella sala Pirelli del Consiglio Regionale della Lombardia “Amianto in fila per morire. Le stragi approdano nelle aule dei tribunali”.
“Come Osservatorio Nazionale Amianto, che ha preso parte al procedimento come parte civile, e come legale di alcune decine di vittime, annuncio che faremo ricorso in Cassazione e presenteremo ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Ritengo che, almeno per quanto riguarda il reato di disastro ambientali, non ci sono termini per la prescrizione poiché non c’è stata la bonifica e quindi l’epidemia di patologie prosegue causando altre malattie, lutti e tragedie”.
Nel corso del convegno – a cui hanno partecipato anche il dottor Maurizio Ascione, magistrato della Procura della Repubblica di Milano, la consigliera della Regione Lombardia Iolanda Nanni, il consigliere della Regione Lombardia, Andrea Fiasconaro, e i deputati del M5S Massimo De Rosa e Alberto Zolezzi – il presidente dell’Ona Ezio Bonanni ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi portavoce delle richieste dei lavoratori malati di asbestosi e di altre patologie legate all’amianto di poter accedere al pensionamento in anticipo rispetto ai tempi della legge Fornero.
Ha inoltre chiesto di verificare sulla attualità in tema di mancato riconoscimento delle patologie asbesto correlate tanto da rendere necessarie azioni giudiziarie.