In questa guida scopriamo cos’è il mercurio, quali sono le cause dell’inquinamento da mercurio e le fonti di inquinamento. Il mercurio è un metallo pesante altamente tossico. Le sue capacità di causare danni a carico del sistema nervoso, respiratorio e cardiocircolatorio sono comprovate. Non ci sono invece adeguate evdidenze scientifiche sulla sua capacità di causare il cancro.

Come procedere per arginare questo tipo di inquinamento e qual è la normativa vigente? La convenzione di Naimata è stato un importante passo compiuto contro l’inquinamento da mercurio. Vediamo nel dettaglio i danni alla salute provocati dal mercurio e quali sono le malattie correlate. Vediamo anche come richiedere l’assistenza legale in caso di esposizione lavorativa al mercurio.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si occupa di assistenza medica e legale agli esposti a sostanze patogene come il mercurio, l’amianto e altri agenti patogeni. Le vittime di esposizione lavorativa possono ottenere il riconoscimento di malattia professionale e l’indennizzo dell’INAIL nonché il risarcimento completo dei danni subiti.

Mercurio: che cos’è e il suo inquinamento

Il mercurio nell’antichità era chiamato argento vivo oppure idrargirio. Dal latino Hydrargyrum derivano le lettere Hg, come indicato nella tavola periodica degli elementi. Questo termine a sua volta deriva dal greco hydrárgyros, composto da “hydor”, acqua e “árgyros”, argento. Il mercurio infatti è un metallo di transizione dalla tipica colorazione bianco-argentea.

Insieme al copernicio è l’unico metallo a essere liquido a temperatura ambiente.  Rispetto ad altri metalli, è un conduttore scarso di calore, ma un buon conduttore di elettricità. Allo stato solido, il mercurio è molto duttile e tenero (si può tagliare con un coltello). Il punto di solidificazione di questo elemento è intorno ai −38,83 °C. Mentre il punto di ebollizione si aggira al di sopra dei 356 °C, valori che sono insolitamente bassi per un metallo.

Il mercurio è diffuso su tutto il pianeta. Oltre a essere presente come elemento in ambiente ed emesso in atmosfera per effetto di fenomeni naturali (come incendi boschivi, eruzioni vulcaniche o attività geotermiche), viene emesso e rilasciato da alcune attività antropiche, che si stima siano diventate la principale causa di emissioni e rilasci di mercurio.

L’utilizzo e la presenza del mercurio nel mondo

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), in tutto il mondo – eccetto l’Europa perché vietato – il mercurio è utilizzato dall’uomo soprattutto nelle attività industriali. Centinaia di migliaia di tonnellate di metallo liquido sono rilasciate nell’ambiente dell’estinzione di combustibili solidi come carbone, lignite, torba e legno. Queste sono utilizzati per la produzione di energia elettrica, la fabbricazione di cemento e la produzione di metalli e nell’estrazione artigianale e su piccola scala dell’oro. Oltre un terzo delle emissioni mondiali avrebbe questa origine.

Al momento, il livello di mercurio presente nell’atmosfera supera del 500% il limite di sicurezza raccomandato. Mentre negli oceani la concentrazione del metallo pesante supera il 200%. In Europa, grazie a un notevole impegno a livello legislativo, negli ultimi quarant’anni le applicazioni e di conseguenza le emissioni di Hg nell’atmosfera sono state ridotte in maniera notevole.

Uno dei principali problemi con il mercurio è la sua persistenza. Una volta che viene rilasciato nell’ambiente, ad esempio attraverso la combustione del carbone, può circolare attraverso l’aria, la terra, l’acqua e gli animali per migliaia di anni.

I dati più aggiornati sulla situazione attuale dell’inquinamento da mercurio a livello globale possono essere reperiti nel rapporto “Global Mercury Assessment” pubblicato dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) del 2018.

Cause dell’inquinamento da mercurio

Le attività antropogeniche che emettono mercurio possono essere suddivise in due categorie:

  • processi produttivi che utilizzano intenzionalmente mercurio (ad esempio produzione di cloruro di vinile);
  • altri processi che non utilizzano intenzionalmente il mercurio, ma determinano comunque il suo rilascio in ambiente, generalmente in quanto impurità in una materia prima (ad esempio la combustione di combustibili solidi come carbone).

Tra le principali cause antropiche dell’inquinamento da mercurio ci sono la combustione di carbone fossile, alcuni processi industriali che fanno uso di mercurio e di suoi composti (industria chimica, cementifici, raffinazione del petrolio), l’attività estrattiva nelle miniere di mercurio (messa al bando nell’Unione Europea, ma ancora in atto in altre aree del pianeta) e quella legata all’attività estrattiva artigianale su piccola scala nelle miniere d’oro. Il mercurio, infatti, viene usato nelle miniere d’oro per separare l’oro grezzo dai residui di roccia.

Il mercurio può essere contenuto in vari prodotti come interruttori elettrici, attrezzature per la misurazione, lampadine, batterie, amalgama dentale, prodotti cosmetici, prodotti farmaceutici e vernici. In Europa non sono più commerciabilizzabili i termometri al mercurio, ma ancora numerosi esemplari sono in uso.

La miniera di Monte Amiata in Italia

Il monte Amiata è gruppo montuoso di origine vulcanica in Toscana, tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Paglia. Nel 1897 proprio sull’Amiata, ad Abbadia San Salvatore, sorse una delle più importanti miniere di mercurio del mondo. Il rilascio di questo metallo nell’ambiente e l’esposizione ad altri agenti cancerogeni nella zona hanno provocato diversi danni alla salute ai cittadini.

Fattori che aumentano i rischi dell’inquinamento da mercurio

Il rischio presentato dalle enormi quantità di mercurio presenti in acqua, suolo e atmosfera è aggravato da alcuni fattori. È ormai ampiamente dimostrato come le conseguenze dei cambiamenti climatici aumenteranno il rischio presentato da questo metallo nel nostro ambiente.

Le inondazioni infatti provocheranno l’erosione dei terreni e il rilascio di mercurio in ambiente. Un aumento delle precipitazioni causerà una maggiore deposizione di mercurio in atmosfera. Inolre lo scongelamento del suolo ghiacciato (permafrost), che immagazzina grandi quantità di mercurio, costituirà un’importante fonte di emissioni. Altri impatti sono costituiti dagli incendi boschivi, che determinano il rilascio di mercurio in atmosfera e che tendono ad aumentare con i cambiamenti climatici. Inoltre, gli aumenti delle temperature degli oceani possono determinare un aumento dei livelli di mercurio negli animali marini.

Pericolo del mercurio e danni alla salute

Come già detto, il mercurio e alcuni dei suoi composti possono causare gravi effetti sulla salute, tra cui danni irreparabili al sistema nervoso centrale, nonché sull’ambiente. Gli effetti del mercurio possono presentarsi anche a livelli di esposizione molto bassi. Feti, neonati e bambini sono tra i più vulnerabili e sensibili agli effetti avversi del mercurio e dei suoi composti.

Il metil-mercurio, composto particolarmente tossico, è soggetto a bioaccumulo nei tessuti adiposi degli esseri viventi (incluso l’uomo). Quindi va incontro a biomagnificazione attraverso la catena alimentare, ritrovandosi in quantità elevate in particolare nei pesci di grandi dimensioni che occupano i gradini più alti della catena alimentare (come tonni, pesci spada etc.).

Nessun Paese può controllare da solo gli effetti transfrontalieri del mercurio e soltanto attraverso azioni di cooperazione internazionale è possibile controllare la diffusione di questo elemento e dei suoi composti. Questa consapevolezza ha portato gli Stati a adottare una convenzione vincolante nell’ambito delle Nazioni Unite per ridurre ed eliminare le fonti antropogeniche di mercurio: la convenzione di Minamata, entrata in vigore nell’agosto del 2017.

Effetti del mercurio sulla salute dei bambini

Secondo quanto affermato dall’AEA, il pericolo maggiore per la salute dell’uomo è rappresentato dai pesci, in particolare dal tonno e dal pesce spada, oltre che dai frutti di mare. Infatti, la quantità di mercurio ingerita e accumulata nel tempo da questi grandi pesci viene, poi, assimilata, a tavola, dal corpo umano.

Per l’OMS, la principale preoccupazione è rappresentata dagli effetti dell’idrargirio su feti e bambini. L’esposizione al mercurio può avvenire nell’utero della mamma, con conseguenze pesanti per il bambino, come per esempio “danni alla memoria, al linguaggio, all’attenzione e ad altre abilità”. L’Agenzia stima che solo in Europa ogni anno nascono oltre 1,8 milioni di bambini con livelli di mercurio al di sopra dei limiti di sicurezza. Come già detto, non esistono adeguate evidenze scientifiche che comprovino la correlazione tra esposizione al mercurio e cancro (monografia IARC sul mercurio).

Le normative per ridurre l’inquinamento da mercurio

The Conference of Plenipotentiaries (DipCon) on the Minamata Convention on Mercury ratificata da 98 Paesi il 9 ottobre 2013 ed entrata in vigore nel 2017, “rappresenta un enorme passo in avanti verso l’adozione di misure concertate a livello mondiale per ridurre l’inquinamento da mercurio”.

Date prove evidenti di rischi per la salute connessi all’uso del mercurio in odontoiatria, Parlamento, Commissione e Consiglio hanno raggiunto un accordo. Dal 1° luglio 2018 in Europa l’amalgama non può più essere utilizzata per le otturazioni dentali dei bambini sotto ai 16 anni e delle donne incinta.

Il ruolo dell’AEA è raccogliere dal Registro Europeo delle Emissioni e dei Trasferimenti di sostanze inquinanti (European Pollutant Release and Transfer Register – E-PRTR) informazioni sulle emissioni di mercurio nell’aria e nell’acqua che provengono da attività industriali. In più riporta quanto fornito da fonti in ambito europeo sulle emissioni in atmosfera e sui livelli di inquinamento da mercurio nei corpi idrici ai sensi della Direttiva quadro sulle acque.

L’ente dell’Unione Europea, che fornisce informazioni sull’ambiente ai responsabili politici e al pubblico, inoltre, partecipa al progetto sul bio-monitoraggio umano. Obiettivo del programma è di “predisporre elementi di prova più convincenti sulla reale esposizione dei cittadini alle sostanze chimiche, fra cui il mercurio, e sui loro possibili effetti sulla salute”.

Questi rapporti servono, poi, a confrontare i risultati ottenuti con l’applicazione delle leggi dell’Unione in corso. In più aiutano a elaborarne di nuove nell’ambito dell’industria chimica. Infine servono a contribuire al raggiungimento degli obiettivi della convenzione di Minamata.

Azioni individuali per ridurre le concentrazioni di mercurio

Si possono anche intraprendere azioni individuali per ridurre al minimo l’esposizione personale e sostenere la legislazione europea, ad esempio essere a conoscenza dei consigli nazionali sulla sicurezza alimentare relativa al consumo di pesce, smaltire correttamente i rifiuti contenenti mercurio, come lampadine e batterie, e considerare alternative alla combustione di combustibile solido per il riscaldamento.

Assistenza legale e riconoscimento malattia professionale

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza legale gratuita alle vittime di inquinamento da mercurio nell’ottenimento del riconoscimento di malattia professionale. Le vittime del patogeno hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni che, oltre al danno biologico include l’insieme dei danni non patrimoniali (morali ed esistenziali) e quelli patrimoniali.