In questa pagina di occupiamo di deforestazione, un tema caldo e direttamente connesso con la salute non solo del nostro pianeta ma anche dell’uomo. Scopriamo quali sono le cause e le conseguenze della deforestazione specialmente in termini di salute e di cambiamento climatico.

La deforestazione: cos’è e cause

La deforestazione consiste nella distruzione permanente delle foreste oppure nella loro trasformazione in aree agricole, pascoli, insediamenti urbani o zone industriali. Si distingue dal semplice disboscamento perché comporta la perdita stabile della copertura forestale e delle funzioni ecologiche che essa svolge. Ogni anno vaste superfici boschive scompaiono in molte parti del mondo. Le aree più colpite si trovano nelle regioni tropicali, ma il fenomeno interessa anche l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Gli incendi, l’espansione delle infrastrutture, l’agricoltura intensiva e il consumo di suolo contribuiscono infatti al progressivo degrado degli ecosistemi forestali.

Le foreste rappresentano uno dei principali sistemi naturali di regolazione del clima. Gli alberi assorbono anidride carbonica attraverso la fotosintesi e immagazzinano il carbonio nel legno, nel terreno e nella vegetazione. Quando una foresta viene abbattuta oppure brucia, questo equilibrio si interrompe. Una parte del carbonio accumulato torna rapidamente nell’atmosfera sotto forma di gas serra e contribuisce al riscaldamento globale. Inoltre diminuisce la capacità degli ecosistemi di assorbire nuove emissioni.

Le conseguenze non riguardano soltanto il clima. Le foreste regolano il ciclo dell’acqua, limitano l’erosione del suolo, riducono il rischio di frane e contribuiscono a mantenere la fertilità dei terreni. Allo stesso tempo proteggono la biodiversità e migliorano la qualità dell’aria trattenendo polveri e altri inquinanti atmosferici. Quando questi ecosistemi vengono degradati, aumentano la vulnerabilità del territorio e il rischio di eventi estremi. Per questo motivo la deforestazione rappresenta oggi non solo un problema ambientale, ma anche una questione di salute pubblica, sicurezza del territorio e prevenzione delle esposizioni ambientali.

Deforestazione, cambiamento climatico e approccio One Health

La deforestazione rappresenta uno degli esempi più evidenti dell’interconnessione tra ambiente e salute. L’approccio One Health parte proprio da questo principio. La salute umana dipende dalla salute degli ecosistemi e non può essere tutelata senza proteggere il patrimonio naturale. Foreste sane contribuiscono a mantenere un clima più stabile, migliorano la qualità dell’aria e riducono numerosi fattori di rischio che incidono direttamente sul benessere della popolazione.

Quando le superfici forestali diminuiscono, aumentano gli effetti del cambiamento climatico. Le temperature crescono più rapidamente, gli incendi diventano più frequenti e gli eventi meteorologici estremi provocano danni sempre maggiori. Allo stesso tempo peggiora la qualità dell’aria a causa della maggiore concentrazione di polveri, fumo e altri contaminanti. Questi fenomeni incidono soprattutto sulle persone più vulnerabili, come anziani, bambini, soggetti affetti da malattie respiratorie e lavoratori esposti quotidianamente agli agenti atmosferici.

La perdita delle foreste modifica anche gli habitat naturali. Molte specie animali sono costrette a spostarsi e aumentano le occasioni di contatto con l’uomo. Questo fenomeno può favorire la diffusione di malattie trasmesse dagli animali e alterare l’equilibrio degli ecosistemi. Inoltre il degrado ambientale riduce i servizi ecosistemici che le foreste forniscono gratuitamente, come la regolazione del clima, la depurazione delle acque e la protezione del suolo.

L’approccio One Health propone quindi una strategia integrata. La tutela delle foreste non serve soltanto a conservare la biodiversità. Riduce anche il rischio di nuove esposizioni ambientali, limita gli effetti del cambiamento climatico e contribuisce alla prevenzione di numerose malattie. La protezione degli ecosistemi rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto complessivo dei fattori ambientali sulla salute umana e sulla sicurezza dei lavoratori.

Deforestazione, qualità dell’aria, incendi ed esposizioni ambientali: i rischi per la salute e per i lavoratori

La distruzione delle foreste produce effetti che vanno ben oltre la perdita di alberi. Quando un ecosistema forestale viene degradato, cambiano anche la qualità dell’aria, la stabilità del suolo e le condizioni ambientali nelle quali vivono e lavorano milioni di persone. Il cambiamento climatico amplifica ulteriormente questi effetti. Temperature più elevate e periodi di siccità sempre più lunghi favoriscono infatti gli incendi boschivi e aumentano la dispersione di polveri e altri contaminanti nell’atmosfera.

Gli incendi rappresentano una delle conseguenze più evidenti della crisi climatica. Durante la combustione vengono liberate grandi quantità di particolato fine (PM2,5 e PM10), monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili e numerose sostanze irritanti. Questi inquinanti possono essere trasportati per centinaia di chilometri e peggiorare la qualità dell’aria anche in territori molto lontani dall’incendio. Di conseguenza aumentano gli episodi di asma, bronchite, broncopneumopatia cronica ostruttiva e altre malattie respiratorie. Anche il sistema cardiovascolare può risentire dell’esposizione prolungata agli inquinanti prodotti dalla combustione.

Le conseguenze risultano ancora più rilevanti per alcune categorie professionali. Vigili del fuoco, operatori della protezione civile, addetti alle bonifiche, personale forestale e lavoratori agricoli affrontano spesso interventi in ambienti caratterizzati da fumo, calore intenso e presenza di sostanze nocive. In alcune situazioni il fuoco può coinvolgere edifici industriali, coperture in cemento-amianto o depositi contenenti materiali pericolosi. Per questo motivo la gestione dell’emergenza richiede un’attenta valutazione dei rischi, adeguati dispositivi di protezione individuale e specifiche procedure di monitoraggio ambientale. Ridurre la deforestazione significa quindi diminuire anche molte esposizioni dannose che interessano sia la popolazione sia i lavoratori impegnati nelle attività di soccorso e di bonifica.

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Proteggere le foreste per proteggere la salute: prevenzione, normativa e prospettive future

Contrastare la deforestazione significa investire contemporaneamente nella tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della sicurezza sul lavoro. Le politiche di prevenzione non possono limitarsi alla conservazione delle aree boschive. Devono invece affrontare le cause che favoriscono il degrado degli ecosistemi, come il consumo di suolo, gli incendi, il disboscamento illegale e l’espansione incontrollata delle attività produttive. Una gestione sostenibile delle foreste riduce infatti le emissioni di gas serra, protegge la biodiversità e contribuisce a limitare gli effetti del cambiamento climatico.

L’Unione Europea considera la tutela delle foreste uno degli strumenti fondamentali per raggiungere gli obiettivi climatici e ambientali. Il Green Deal europeo, la Strategia dell’UE per la biodiversità al 2030, il Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR) e la Legge europea sul clima promuovono una gestione responsabile delle risorse naturali e un maggiore controllo delle filiere produttive che possono contribuire alla perdita delle foreste. Anche in Italia la protezione del patrimonio forestale rappresenta un obiettivo strategico delle politiche ambientali e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Per un osservatorio dedicato all’amianto e alle altre esposizioni dannose, la deforestazione costituisce un tema strettamente collegato alla prevenzione sanitaria. Il degrado degli ecosistemi può infatti aumentare la diffusione degli inquinanti atmosferici, favorire incendi che coinvolgono materiali pericolosi e modificare le condizioni di esposizione di numerose categorie professionali. L’approccio One Health invita quindi a superare una visione frammentata del rischio. La tutela delle foreste, la qualità dell’aria, la sicurezza dei lavoratori e la prevenzione delle malattie respiratorie e oncologiche fanno parte dello stesso sistema. Proteggere gli ecosistemi significa ridurre i fattori di rischio ambientali e costruire condizioni di vita più sane per le persone, le comunità e le generazioni future.