La comunità di Caluso si è svegliata avvolta nel silenzio e nello sconcerto. Tutto era pronto per l’ultimo saluto a Pier Luigi Piacentino, un pensionato di 80 anni molto stimato in paese. La chiesa attendeva i fedeli e i fiori decoravano già il feretro del defunto. All’improvviso, però, è arrivato il contrordine che nessuno si aspettava. La Procura ha infatti deciso di bloccare le esequie poco prima della cerimonia. Questo provvedimento drastico nasce dal bisogno di fare luce sulle cause reali del decesso dell’uomo. La salma ora si trova sotto sequestro e resta a disposizione dei magistrati per accertamenti clinici approfonditi. Di conseguenza, il dolore della famiglia si intreccia ora con una snervante attesa burocratica. Non si tratta solo di una questione formale, ma di un atto necessario per la giustizia. Le autorità vogliono capire se dietro questa morte si nasconda un’ombra legata al passato lavorativo dell’uomo. Il sospetto degli inquirenti è che una fibra invisibile abbia segnato il destino del pensionato molti anni fa. Pertanto, il funerale potrà aver luogo soltanto dopo che il medico legale avrà eseguito l’esame autoptico.
Il sospetto clinico e la crisi improvvisa
Il dramma si è consumato durante la notte tra martedì e mercoledì nella sua abitazione. Pier Luigi Piacentino ha accusato un grave malore respiratorio che non gli ha lasciato scampo. Nonostante l’intervento rapido della guardia medica, i soccorritori hanno solo potuto constatare il decesso dell’ottantenne. Tuttavia, la vicenda ha preso una piega giudiziaria dopo un attento controllo dei documenti sanitari. Il medico legale dell’Asl To4 ha infatti notato alcune anomalie nei referti clinici più recenti. Durante un precedente ricovero presso la struttura di Cuorgnè, una Tac aveva mostrato segnali preoccupanti. I medici avevano individuato le tracce di un possibile mesotelioma, un tumore molto aggressivo. Questa patologia colpisce quasi esclusivamente chi entra in contatto diretto o indiretto con le polveri di amianto. La malattia può rimanere silente per decenni prima di manifestarsi in modo violento e improvviso. Proprio per questo motivo, la magistratura ha deciso di intervenire immediatamente. Gli esperti devono confermare se il decesso derivi proprio da questa specifica infiammazione polmonare cronica.
Caluso: il legame con le fabbriche del territorio
Se l’autopsia confermasse la diagnosi di mesotelioma, si aprirebbe uno scenario legale complesso e delicato. In questo caso, la morte dell’anziano verrebbe classificata come una malattia professionale legata all’attività lavorativa svolta. Il nome di Piacentino finirebbe così nel lungo elenco di operai colpiti dal “killer invisibile” nel Canavese. Molte persone ricordano ancora l’epoca d’oro dello stabilimento Honeywell-Bull, situato proprio a Caluso. Quella fabbrica ha portato benessere e occupazione a centinaia di famiglie per moltissimi anni. Tuttavia, lo sviluppo industriale di quegli anni ha lasciato in eredità un prezzo molto alto da pagare. Anche l’area legata alla galassia Olivetti di Ivrea presenta da tempo problematiche sanitarie simili. Il mesotelioma ha infatti tempi di latenza incredibilmente lunghi, che variano dai venti ai quaranta anni. Per tale ragione, le conseguenze dell’esposizione all’amianto emergono spesso quando i lavoratori sono ormai in pensione. La Procura di Ivrea vuole ora stabilire se esistano responsabilità specifiche per quanto accaduto a Pier Luigi. La ricerca della verità diventa quindi un dovere morale verso la vittima e la sua intera comunità.


