Norme chiare per la sicurezza
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una nuova legge sui DPI (dispositivi di protezione individuale) contro l’amianto.
Il testo stabilisce criteri precisi per i dispositivi di protezione individuale. In particolare, i DPI tutelano le vie respiratorie dei lavoratori esposti a materiali contaminati.
Oggi le Ats lombarde segnalano oltre 213 mila siti con presenza di amianto. Per questo motivo la Regione ha definito regole più rigorose e uniformi.
Obiettivo rimozione entro il 2032
La bonifica completa del cemento-amianto dovrà concludersi entro il 2032. Nel 2007 si stimavano più di 2,8 milioni di metri cubi da eliminare. Ora la quantità residua prevista scende a circa 520 mila metri cubi.
Di conseguenza la legge punta ad accelerare gli interventi, garantendo l’uso corretto dei DPI.
DPI obbligatori e standard elevati
La norma rafforza l’obbligo di adottare DPI adeguati durante bonifica e manipolazione. Anzitutto la protezione delle vie respiratorie resta centrale.
Sono richieste maschere pieno facciale o semi-facciali con filtri antipolvere ad alta efficienza. I filtri devono essere di classe P3 o FFP3. Così si riduce al minimo il rischio di inalare fibre sottili.
Inoltre gli operatori devono indossare tute integrali monouso, preferibilmente con cappuccio. Le tute devono essere di tipo 5/6, quindi resistenti a polveri e schizzi leggeri. Il materiale deve essere liscio, come il Tyvek, per impedire alle fibre di aderire.
Sono obbligatori anche guanti impermeabili, monouso o specifici per l’attività. I guanti vanno inseriti sotto le maniche della tuta per evitare infiltrazioni.
Per quanto riguarda i piedi, servono calzature di sicurezza adeguate. Si possono usare stivali in gomma oppure copriscarpe impermeabili monouso. In ogni caso la chiusura deve essere sigillata alla base della tuta.
Se non si utilizza una maschera a pieno facciale, occorrono occhiali a mascherina sigillati. In questo modo anche gli occhi risultano protetti dalle fibre disperse.
Il limite di esposizione professionale viene ridotto di dieci volte. Pertanto i DPI dovranno garantire livelli di protezione ancora più stringenti.
Notifica e tracciabilità
Prima di avviare i lavori, l’impresa deve inviare una notifica all’organo di vigilanza. La comunicazione può avvenire anche in modalità telematica. Il documento deve indicare luogo e tipo di intervento previsto.
Deve inoltre descrivere i processi impiegati e la quantità di amianto trattata.
Occorre specificare il numero e l’elenco dei lavoratori coinvolti. Va riportata anche la data dell’ultima visita medica di ciascun addetto. Devono essere indicate la durata delle attività e le misure per limitare l’esposizione. Tra queste rientra l’elenco dettagliato dei DPI adottati.
Infine la normativa impone di conservare la documentazione per 40 anni. Si tratta dell’elenco dei lavoratori, degli attestati di formazione e delle visite periodiche. Così si garantisce una tutela sanitaria nel lungo periodo e maggiore trasparenza.


