La Storia di una Battaglia per la Verità sbarca a Sarzana

Il cinema si trasforma in un luogo di memoria e impegno civile per ricordare una delle pagine più buie e coraggiose della storia industriale ligure. Giovedì 5 marzo 2026, alle ore 17:30, il Cinema Moderno Multisala di Sarzana ospiterà la proiezione del docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”. L’opera racconta una mobilitazione sindacale durata oltre due lustri, portata avanti dai lavoratori genovesi per difendere i propri diritti e l’onore calpestato.

Un racconto corale nato dal cuore del sindacato

Questo documentario nasce da un’intuizione di Marcello Zinola e della Camera del Lavoro di Genova, con la preziosa collaborazione di Giovanna Cereseto. La regia è firmata da Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli, i quali hanno saputo trasformare in immagini una vicenda complessa. La produzione vede unite le forze della Camera del Lavoro, dello Spi Cgil e della Fiom Cgil, sia a livello locale che regionale. Alla serata parteciperanno figure chiave come Marco Baruzzo (Segretario Provinciale PD), Luca Comiti (Segretario Generale Cgil La Spezia), il giornalista Zinola e i registi stessi.

Il film analizza un paradosso drammatico vissuto dalla classe operaia genovese. Per quasi dieci anni, circa 1.400 lavoratori sono finiti sotto la lente della magistratura con l’accusa di essere presunti truffatori. Molti di loro erano già gravemente malati o erano deceduti a causa del contatto prolungato con l’asbesto. Questa situazione ha ignorato per lungo tempo i danni certi causati dalla fibra killer. I dati sono impietosi: tra il 1994 e il 2020 l’Inail ha contato oltre 3.600 morti in Liguria, con Genova che detiene il triste primato della metà dei casi.

Dalle aule di tribunale alla riscossa della dignità

La narrazione inizia nel 2006, quando la magistratura genovese aprì un’inchiesta massiccia contro gli operai. Dopo un decennio di tensioni, il procedimento si è chiuso senza alcuna condanna, confermando l’infondatezza delle accuse originali. Tuttavia, quel periodo ha costretto il sindacato a una resistenza durissima contro il pregiudizio dei media e il disinteresse della politica. Le recenti e controverse decisioni riguardanti il fondo per le vittime dell’amianto dimostrano quanto il tema sia ancora attuale e urgente.

Genova rappresenta un caso unico in Italia. Mentre in altre zone del Paese i diritti delle vittime ricevevano tutele adeguate, nel capoluogo ligure i lavoratori subivano processi e umiliazioni. La Cgil, insieme a Fiom e Spi, non ha mai perseguito la vendetta personale contro i responsabili. L’obiettivo primario è sempre stato la ricerca della verità e della giustizia sociale. Era necessario restituire onore a una classe lavoratrice colpita da sospetti infamanti, proteggendo la memoria di chi ha perso la vita in fabbrica.

Il docufilm utilizza le voci dirette dei protagonisti per ricostruire il clima di quegli anni difficili. Ascoltiamo le parole di Albino Ostet, ex operaio di Ansaldo Energia, e l’analisi legale dell’avvocata Barbara Storace. Intervengono anche esponenti sindacali come Ivano Bosco, Armando Palombo e Igor Magni, che hanno guidato la protesta sul campo. Le immagini odierne di Genova si fondono con rari materiali d’archivio provenienti dalle Teche Rai, dalla Fondazione Ansaldo e da varie biblioteche cittadine.

Sarzana: un successo di critica per non dimenticare il passato

Il valore sociale e artistico dell’opera ha già ricevuto importanti conferme nel circuito dei festival nazionali. Il documentario ha partecipato alla Mostra Internazionale del Cinema di Genova “Flight” e al “Clorofilla Film Festival” durante il 2025. Inoltre, il Gruppo Cronisti Liguri ha conferito alla pellicola il prestigioso riconoscimento come miglior approfondimento dell’anno scorso. Questi premi sottolineano l’efficacia del linguaggio cinematografico nel trattare temi legati alla salute pubblica e alla sicurezza sul lavoro.

La proiezione di Sarzana rappresenta quindi un’occasione fondamentale per la cittadinanza e per le nuove generazioni. Comprendere cosa sia accaduto nelle fabbriche genovesi aiuta a non ripetere gli stessi errori nel presente. La lotta per la dignità non è ancora finita, poiché le conseguenze dell’esposizione all’amianto continueranno a manifestarsi per molti anni. Il cinema diventa così uno strumento di denuncia e, allo stesso tempo, un abbraccio collettivo alle famiglie delle vittime che attendono ancora risposte definitive dalle istituzioni.

L’evento di via del Carmine si preannuncia come un momento di forte partecipazione emotiva e politica. La storia di Genova insegna che la perseveranza dei lavoratori può ribaltare narrazioni ingiuste e restituire verità alla storia. La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa per onorare chi ha combattuto questa battaglia silenziosa. La memoria collettiva resta l’unico scudo efficace contro l’indifferenza che spesso avvolge le tragedie del mondo del lavoro moderno.