In questa guida parliamo delle nuove tecnologie nella radioterapia oncologica. Si affiancano alla radioterapia tradizionale e si integrano alla medicina di precisione. Rispetto alla radio tradizionale infatti permettono di colpire con maggiore precisione le cellule tumorali con meno effetti collaterali per le cellule sane.
Vediamo quali sono le nuove tipologie di radioterapia avanzata, come funzionano, in quali casi sono indicate, quali sono vantaggi e svantaggi e dove farle.
Radioterapia oncologica: le nuove tecnologie che cambiano il trattamento dei tumori
La radioterapia è una delle armi principali nella lotta contro il cancro. Da decenni viene utilizzata per colpire le cellule tumorali con radiazioni ionizzanti ad alta energia, danneggiandone il DNA e impedendone la proliferazione. Ma oggi, grazie al progresso della fisica medica e all’uso dell’intelligenza artificiale, questa tecnica si sta trasformando profondamente. Nuove forme di radioterapia permettono trattamenti più precisi, più brevi e con meno effetti collaterali.
Oggi non si parla più solo di “fare la radioterapia”, ma di scegliere il tipo più adatto, sulla base della posizione del tumore, della sua forma e della sua vicinanza a tessuti sensibili. Il trattamento infatti non è più lo stesso per tutti, ma può essere modellato millimetro per millimetro.
Tecniche avanzate come la radioterapia stereotassica, la radioterapia a intensità modulata o la protonterapia hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico in molti tipi di cancro, anche in quelli considerati fino a poco fa difficili da trattare con radiazioni.
Radioterapia stereotassica: altissima precisione in poche sedute
La radioterapia stereotassica è una delle tecniche più innovative introdotte negli ultimi vent’anni. Viene chiamata anche stereotassica corporea (SBRT) o intracranica (SRS) a seconda della sede trattata. Si basa su un principio semplice: concentrare l’intera dose di radiazioni con estrema precisione su un bersaglio molto piccolo, limitando al minimo l’esposizione dei tessuti sani vicini. La differenza rispetto alla radioterapia convenzionale è netta. Dove prima servivano 25 o 30 sedute, ora in alcuni casi ne bastano tre o cinque.
Questa tecnica è indicata per tumori cerebrali benigni o maligni, metastasi cerebrali, noduli polmonari isolati, piccoli tumori epatici o lesioni spinali. È usata anche in pazienti non operabili o fragili.
Il trattamento richiede una pianificazione molto accurata, con TAC e risonanza ad alta definizione, e l’uso di sistemi di immobilizzazione e guida visiva per seguire il respiro o i movimenti del corpo.
Radioterapia a intensità modulata (IMRT): modellare la dose sul tumore
Un altro grande passo avanti è rappresentato dalla radioterapia a intensità modulata, o IMRT. Con questa tecnica, il fascio di radiazioni non ha un’intensità fissa, ma viene modulato durante l’erogazione. In pratica, la dose viene “scolpita” sulla forma del tumore, adattandosi anche a geometrie complesse. Si possono così trattare lesioni vicine a organi sensibili, come la prostata, il retto, la vescica, la testa e il collo, riducendo al minimo gli effetti collaterali.
La IMRT richiede sistemi informatici molto evoluti, che pianificano il trattamento calcolando la distribuzione ideale della dose nei tessuti. Grazie a questa personalizzazione, è possibile aumentare l’efficacia terapeutica mantenendo bassa la tossicità. In alcuni casi si abbina alla radioterapia guidata da immagini (IGRT), che controlla la posizione del tumore prima di ogni seduta con scansioni veloci e ripetute.
Protonterapia e adroterapia: le particelle che curano
Tra le tecnologie più avanzate rientra anche la protonterapia, una forma di radioterapia che utilizza protoni invece dei classici raggi X. I protoni hanno una caratteristica fisica particolare: rilasciano la massima energia a una profondità precisa, poi si fermano. Questo consente di colpire il tumore senza oltrepassarlo, proteggendo meglio i tessuti sani in profondità.
La protonterapia è indicata soprattutto nei tumori pediatrici, in quelli cerebrali o spinali e in pazienti con recidive localizzate in aree già irradiate. In Italia ci sono pochi centri autorizzati, tra cui l’Istituto di Protonterapia di Trento e il CNAO di Pavia, dove si pratica anche l’adroterapia con ioni carbonio, una tecnologia ancora più potente.
Radioterapia avanzata: l’intelligenza artificiale al servizio della cura
Oggi, la tendenza è verso una radioterapia sempre più personalizzata. Non si tratta solo di scegliere la tecnica giusta, ma di adattarla nel tempo. Con la radioterapia adattiva, il piano di trattamento può essere modificato in corso d’opera, sulla base delle variazioni dell’anatomia del paziente o della risposta del tumore.
Alcuni sistemi, come quelli basati su risonanza magnetica integrata (MR-Linac), consentono di vedere in tempo reale il tumore e correggere il fascio con precisione dinamica.
L’intelligenza artificiale sta contribuendo a velocizzare la pianificazione e a migliorare l’accuratezza dei trattamenti. Software predittivi aiutano a valutare la risposta, stimare il rischio di tossicità e suggerire strategie migliori per ogni singolo paziente. La radioterapia, da procedura standardizzata, sta diventando una terapia di precisione.
Dove trovare queste tecnologie di radioterapia avanzata in Italia
Le nuove forme di radioterapia sono disponibili in diversi centri oncologici avanzati, pubblici e privati. In Italia si segnalano il Policlinico Gemelli di Roma, l’Humanitas di Rozzano, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, l’Istituto Nazionale Tumori, il Centro di Protonterapia di Trento, il CNAO di Pavia e diversi IRCCS regionali.
La scelta della tecnica dipende da vari fattori: tipo di tumore, posizione anatomica, età, condizioni cliniche e disponibilità della struttura.
Alcune di queste tecnologie rientrano nei percorsi di cura del Servizio Sanitario Nazionale, altre sono accessibili in ambito privato. In ogni caso, è fondamentale che la decisione venga presa all’interno di un’équipe multidisciplinare, che valuti con attenzione tutte le opzioni terapeutiche.
Cosa sapere prima di iniziare la radioterapia avanzata
Prima di iniziare il trattamento, il paziente viene sottoposto a simulazioni e scansioni per definire la strategia più efficace. Ogni dettaglio viene studiato: posizione, respiro, margini di sicurezza, possibili effetti collaterali. Durante le sedute è importante mantenere l’immobilità e seguire le indicazioni del personale tecnico.
La durata del ciclo dipende dal tipo di tumore, dalla tecnica scelta e dalla risposta clinica. Gli effetti collaterali, in genere, sono minori rispetto al passato. Tuttavia, possono comparire arrossamenti, stanchezza o disturbi temporanei, che vanno gestiti con il supporto del team radioterapico.